Silenzio Elettorale

Elezioni politiche 2008Al Campidoglio l’unica certezza è nel mio non votare Rutelli. Che si scelga per Grillini o per Alemanno, beh, dipenderà dall’ultim’ora. Anche se da poco propendo su Grillini. Dovrei votare disgiunto. Per cui Radicali o SxArc. Voglio leggere le liste.
Per il Municipio (voto nel II) non so. Voto di lista, Sx. Credo nessuna preferenza.
Provincia. Oh, evviva, Zingaretti. Come lista davvero non so.
Mi piacerebbe segnare la Welby – dove posso, se posso -, ma per pura simpatia. Ché come amministratrice locale non ce la vedo. Affatto.
Camera dei deputati. Il Partito Democratico mi fa orrore. Ma piuttosto tanto. I motivi sono lunghi e questa è una dichiarazione breve, non una considerazione sul. Il più evidente (ma meno profondo) è l’alleanza con Di Pietro. La Sinistra Arcobaleno può esser simpatica e divertente, forse anche buona nelle locali, ma come presenza parlamentare ha deluso in questi due anni. Forse anche prima. Ma quindi? Beh, qui si vota PdL.
Al senato non voto. Non ho l’età.

Ora scappo, un duplicato della tessera elettorale mi attende a Piazza Marconi, Eur.

frocíbii (o, della chiusura)

Froci, su anobii

Sono stato portato ad aprire questo gruppo perché credevo avesse un senso la presenza di un gruppo anobiino di carattere lgbt. Al tempo non ve n’era nessuno. Ed era un po’ triste. (continua)

…perché tu possa esprimerla.

Il foglio

C. – Che ne pensi di quel che è successo a Giuliano, durante il comizio di Bologna?
P. – Bah. Indecente. Spero solo che non venga a farlo anche qui a Roma.
C. – Ti sentiresti in dovere di difender..
P. – Un imperativo categorico, direi. Dimostrare che i romani non son secondi a nessuno.
P. – Men che mai ai bolognesi.
C. – …?
P. – Porterei le cassette di frutta.

[un Mughini splendido]

Aggiornamento: Io adoro la memoria degli Italiani (2002). A|dó|ro.

Dita

Notte. La fine della sera. Ascolto Brad mentre torno. Macchina. Guido.
L’aria non è fredda, fuori, sulla mano. Vento.
Sorrido, fra gli alberi di villa borghese. Muro torto.
Giappo, anche stasera. Sushi di anguilla e toro e salmone e fasolaro, e altro. Wasabi, ginger, saké.

A pranzo, del cuore. Tagliato a fette, saltato in padella, un’idea di pepe, vino.

Someone to watch over me – Brad Mehldau.

iiik.

Anni senza scrivere. Qui. In rete.
Qualcosa che non fosse per me, e per me solo; o per quei pochi che mi son portato a letto, con cui ho condiviso qualche ora in un treno deserto o con con cui son stato ‘a caccia’ di volpi.
Due settimane, qualcosa è cambiato. Due settimane, tre giorni e un po’.
Che mi sveglio prima della sveglia, che faccio di nuovo colazione a casa, che ho ricomprato in blocco il the, le agrimontana, le fragole.
E ora sono qui.
Non ho più i miei diciassette anni, non ce li ho più. E ho perso i miei ideali. Apostata. Convertito all’utile. Ma
Mi è rimasta la follia. La capacità di partire. La foga dell’inizio. L’incostanza di fermarsi a contemplare il mondo.
Ho imparato a stupirmi. E non vedo più il sangue, perlomeno non il mio, perlomeno da un bel po’.
E mi voglio bene. E.

Sono felice.